Recensione - Scheda Film

 Godzilla

Godzilla



Recensione: Nel 1954 nell'Oceano Pacifico viene scoperta una colossale creatura di origine preistorica, denominata Godzilla (o Gojira in giapponese). Gli sforzi congiunti (camuffati da test nucleari) di distruggere la creatura con armi atomiche falliscono e il mostro torna a rifugiarsi negli abissi marini. Nel 1999, dopo un crollo minerario nelle Filippine viene rinvenuto nel sottosuolo un antico fossile di Godzillasaurus unito a due crisalidi ancora vive di due mostri preistorici di un'altra specie. Ma da una delle due crisalidi un'ignota creatura si è aperta la strada fino all'oceano. Poco tempo dopo a Tokyo scosse sismiche accompagnate da una potente emissione di energia elettromagnetica di origine sconosciuta distruggono la centrale nucleare dove lavora Joe Brody, che nell'incidente perde la moglie in circostanze drammatiche. Brody negli anni successivi cercherà disperatamente di scoprire le vere cause del disastro che le autorità invece tentano di celare. Quindici anni dopo Brody, con l'aiuto del figlio (divenuto nel frattempo un esperto artificiere dell'esercito) arriva a scoprire una terribile verità che sembra mettere in discussione la supremazia della razza umana sulla Terra...
Il Godzilla di Gareth Edwards ha l'ambizione di dire l'ultima parola in fatto di monster movies catastrofici, storico e popolare filone della fantascienza da King Kong in poi. Questo (ennesimo) reboot non esita a ripescare il glorioso Gojira di Ishiro Honda, prodotto dalla giapponese Toho nel 1954. Ed in effetti il kolossal ha riscosso un buon successo di pubblico e anche di critica grazie agli impressionanti effetti speciali e alla direzione di Edwards, regista di un certo talento che si è dimostrato già a suo agio in passato con i mostri di grossa taglia, come nell' interessante ed inquietante Monsters (2010). Ovviamente in film di questo tipo, la presenza scenica del mostro è la cosa più importante che per forza di cose prevale sugli altri aspetti della pellicola che invece non si discostano dagli stereotipi tipici del genere, quali lo scienziato che non viene creduto sulla minaccia incombente, le autorità che insabbiano tutto, la famiglia in pericolo, il padre di famiglia eroico militare, la superbia dell'uomo nei confronti della natura cui consegue una punizione catastrofica... Ma nel complesso lo spettacolo funziona senza troppe sbavature o banalità ed Edwards rimane saggiamente ancorato allo spirito originale della saga con il sempre attuale terrore post-atomico, 'caro' al cinema sci-fi giapponese e dando al film una dimensione quasi 'spielberghiana' con echi de Lo squalo e La guerra dei mondi. La sceneggiatura abbastanza articolata cerca di dare spessore storico e scientifico alla figura mitica di Godzilla, visto più come un protettore dell'equilibrio naturale che come cieco distruttore. Infatti, come nella migliore tradizione dei film nipponici prodotti dalla Toho, al titanico dinosauro vengono affiancati due mostri, in veste di avversari, denominati M.U.T.O. (Organismi Terrestri Massivi Non Identificati) che ingaggeranno spettacolari combattimenti tra i grattacieli di San Francisco. Edwards dosa con perizia le apparizioni dei mostri, sempre intravisti tra fumi, vapori e acque oceaniche; quando finalmente Godzilla si svela in tutta la sua magnificenza, possiamo constatare che è abbastanza fedele nell'aspetto alla tozza creatura dei film nipponici (con in dotazione anche il raggio letale emesso dalle fauci), discostandosi volutamente dal lucertolone in stile 'Jurassic Park' presente nel mediocre remake di Roland Emmerich del 1998. Piuttosto ben riusciti sono i due mostri M.U.T.O., sorta di 'Alien' giganteschi, affamati di radiazioni nucleari (anche se abbastanza simili al mostro di Cloverfield - 2008). Ogni tanto trapela dalla pellicola un pizzico di orrore cosmico di lovecraftiana memoria, soprattutto quando sembra che le titaniche ed imperscrutabili creature guardino quasi con indifferenza agli sforzi umani di contrastarle. Nulla di nuovo in verità, il già citato Cloverfield e Pacific Rim ci hanno mostrato un'umanità impotente e terrorizzata di fronte ad invasori onnipotenti, indifferenti ai destini umani. Di fronte a tanta colossale maestosità è inevitabile che il cast 'umano' passi in secondo piano, relegato nei vari ruoli prefissati in questo tipo di film. Fanno eccezione attori di un certo spessore drammatico come Bryan Cranston (protagonista della serie tv cult Breaking Bad) e Juliette Binoche, ma sono destinati ad uscire di scena prematuramente. Ma in questo caso possono bastare l'abilità di Edwards nella gestione della suspense, l'ottima fotografia dai toni grigi di Seamus McGarvey e la colonna sonora evocativa ed efficace di Alexandre Desplat. Nel sottolineare le sequenze più drammatiche ed avvincenti, come il lancio dei paracadutisti sulla città nel disperato tentativo di trovare e disinnescare l'ordigno nucleare, si è ricorsi con disinvoltura al brano "Atmospheres" del compositore György Ligeti, lo stesso pezzo utilizzato in 2001: Odissea nello spazio. Infine una menzione speciale spetta agli effetti visivi, firmati dal premio Oscar Jim Rygiel.

Autore: Guru





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Lingua: italiano


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